Mercoledì, 28 Giugno 2017
SI SPOSA - Settimanale di informazione per gli sposi Anno 6° - Numero 29

L’amore è eterno finché dura: guida alle seconde nozze!

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Organizzare un matrimonio, si sa, non è un’impresa facile, soprattutto se lo si fa per la seconda volta!
Per vari motivi, infatti, oggigiorno sempre più coppie sono nella condizione di dover organizzare il loro secondo matrimonio o perché entrambi divorziati o magari perché uno dei due è vedovo/a. Le situazioni quindi possono essere le più disparate e ad ognuna corrisponde tutta una trafila burocratica diversa.
Innanzitutto è opportuno premettere che per la Chiesa il matrimonio perdura finchè non viene pronunciato l’annullamento dal Tribunale Ecclesiastico. Pertanto, chi divorzia per la Chiesa risulta ancora sposato e proprio per questo motivo non può più risposarsi con il rito religioso ma solo con il rito civile.
Il divorzio, infatti, è lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, quindi per i matrimoni concordatari, quelli cioè celebrati in Chiesa e trascritti nei registri di stato civile, il divorzio inciderà solo sugli effetti civili dell’unione.
Ma quali sono gli adempimenti burocratici da osservare per poter convolare a giuste nozze?
Il percorso da seguire è lo stesso, come se ci si stesse sposando per la prima volta: vi è la necessità di recarsi presso l’Ufficio dello Stato civile del proprio Comune di residenza e procedere con la richiesta di pubblicazioni. Ovviamente, se uno dei due futuri sposi è divorziato bisognerà verificare che sull’atto di matrimonio precedente si sia già provveduto ad annotare lo status di divorziato cioè se sia stata già annotata la sentenza di scioglimento degli effetti civili di matrimonio. Se ciò non è ancora avvenuto, perché magari la sentenza è stata pronunciata da poco, bisognerà fare apposita richiesta alla cancelleria del Tribunale che ha emesso la relativa sentenza.
Per chi ha ottenuto, invece, una sentenza di annullamento da parte del Tribunale Ecclesiastico, perché la stessa possa avere efficacia nello Stato Italiano bisognerà procedere con un giudizio di deliberazione presso la Corte di Appello e la relativa sentenza dovrà essere annotata a margine del precedente atto di matrimonio dall’Ufficiale di stato civile del comune di residenza.
Infine, per i vedovi è necessario presentare la copia dell’atto di morte del coniuge unitamente ad un documento di identità, a meno che sul proprio stato di famiglia non risulti già l’annotazione vedova/o.
Fatto questo, non rimarrà che procedere ad organizzare una cerimonia che sappia dare il giusto valore al vostro amore e alla vostra unione, ma secondo le regole del bon-ton con un tocco di sobrietà in più perché, ricordate, il galateo per le seconde nozze raccomanda di abbandonare lo sfarzo tipico del primo ‘sì’ per abbracciare invece un tipo di festeggiamento più semplice e riservato.

Avv. Laura Manta

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