Lunedì, 15 Agosto 2022
SI SPOSA - Settimanale di informazione per gli sposi Anno 8° - Numero 30

Il magico Sì di Francesca con Dior!

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Una nostra affezionata lettrice ci ha raccontato una splendida storia d’amore, al doppio!

Perché si tratta dell’amore per il suo neo sposo e per la Maison blasonata Dior

Ci ha conquistato con il suo entusiasmo, così vogliamo raccontarla anche a voi!

Nel mese di luglio 2022 Francesca ha pronunciato il suo “Sì” e lo ha fatto indossando un meraviglioso abito firmato Dior Haute Couture, disegnato e creato su misura per lei dalla stilista del brand Maria Grazia Chiuri, con tanto di dedica, certificato di autenticità e libro sulla creazione, quindi letteralmente UNICO AL MONDO!

La storia, così particolare, ci ha incuriosito, perciò le abbiamo rivolto alcune domande per vivere anche noi le sue stesse emozioni di un percorso meraviglioso!

– Qual è la storia del tuo amore, culminata poi nel bellissimo giorno delle nozze?
“Io e mio marito ci siamo conosciuti sette anni fa in un ristorante di Roma che frequentavo spesso. La prima volta che l’ho visto ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine (a cui assolutamente non credevo prima di conoscere lui) e da quel giorno non ci siamo mai più allontanati. Ne abbiamo passate tante in questi anni e alla fine, dopo un anno di malattia di mio padre che poi ci ha lasciati, abbiamo deciso che la vita è troppo breve per perdere tempo, deve essere vissuta in tutto fino in fondo, e così nel giorno del mio compleanno dell’anno scorso mi ha chiesto di sposarlo. Ero devastata dalla perdita di mio padre, che è sempre stato un pilastro per tutti, e a parte mio padre mai nessun altro mi aveva mai aiutata, compresa e sostenuta come il mio futuro marito, quindi ho capito che era quello giusto e che era il momento giusto”!

– Perché hai scelto la casa di moda Dior e la stilista Chiuri per la creazione del tuo abito?
“Ho scelto Dior poiché mia nonna nel Novecento faceva la sarta proprio per Dior, nelle sartorie di Napoli del secondo dopo guerra. All’epoca i miei nonni non potevano permettersi molto, ma mia nonna materna è sempre stata legata alla Maison, e alla moda, non smetteva mai di parlarne! Per questo quando mia nonna era malata le ho promesso che, potendocelo ormai permettere grazie a mio padre che ha costruito un mondo per tutti noi, mi sarei sposata in Dior! Come ricordo per mia nonna e in onore a lei che mai se lo sarebbe aspettato da giovane, ma aveva sempre desiderato per se stessa, per mia madre e per me un abito Dior. So che sia lei che mio padre dall’alto mi hanno vista e accompagnata all’altare felici per me e per le mie scelte”.

– Quali sono i vari passaggi con i quali si è costruito l’abito?
“Inizialmente in boutique a Roma ho provato vari modelli, non da sposa ovviamente, così da capire la linea che più faceva per me. Selezionate le linee, mi hanno fatta volare a Parigi alla haute couture. Lì la prima volta ho provato svariati modelli, sempre da sera e non da sposa poiché gli abiti da sposa vengono fatti solo su misura e costruiti da zero. Mi sono innamorata di un vestito in tulle molto lineare. Mia madre però spingeva perché ne provassi un altro, ampio e che sul manichino era in colore rosa e nero, a me non piaceva perché mi sembrava eccessivo, ma mi sono lasciata convincere. Appena l’ho indossato mi sono commossa in camerino, uscita da lì si è commossa anche mia madre e tutto lo staff, così ho capito che quello era l’abito giusto per me”! In seguito mi hanno preso le misure e hanno realizzato vari prototipi di stoffe in bianco. Così sono volata di nuovo a Parigi per scegliere il tessuto e la colorazione. Successivamente hanno iniziato a realizzare il mio abito. Sono tornata a Parigi altre due volte, una per provare finalmente la base dell’abito nel tessuto da me scelto e l’ultima per la prova definitiva, le finiture e per scegliere le scarpe, anche queste realizzate appositamente nel tessuto da me scelto. È stata un’emozione indescrivibile durata mesi! Da ottobre a giugno mi hanno fatto vivere una favola, un sogno, non ci sono parole per descriverlo e per ringraziare tutta la Maison, in particolare Eleonora e Antonio che sono stati la mia ombra e i miei migliori amici, con cui si è creata una sintonia pazzesca”!

– Cosa hai provato indossando per la prima volta il tuo abito?
“La prima volta che ho indossato il mio abito finito ero come in un’altra dimensione, non parlavo, avevo un’espressione eterea, è stata una emozione grandissima! Tutti hanno sentito anche la presenza di mio padre intorno a noi. Dopo averlo indossato per la prima volta davvero non vedevo l’ora di sposarmi, ho iniziato a contare i secondi che mancavano al matrimonio”.

– E cosa ha significato per te indossarlo nel giorno del tuo matrimonio?
“Ha significato moltissimo: mia nonna, mio padre…vedevo il sorriso di tutti! Mia madre era la gioia personificata! Mio marito era estasiato! Io mi sentivo bellissima, unica, sicura di me stessa. Sono sempre stata una donna forte e indipendente, che si è fatta da sola, e ho dovuto fare molti sforzi e rinunciare a tante cose per raggiungere i risultati che mi ero prefissata. Il matrimonio non era mai stato tra le mie priorità perché ho sempre preferito la carriera al resto. Ma lo è diventata e non mi sono mai sentita così sicura di me, forte e ripagata di tutti gli sforzi, come quando ho indossato il mio abito e ho percorso la navata della chiesa. Ho coronato un sogno che non sapevo neanche di avere, pensavo di essere nata solo per lavorare e non dipendere da nessuno, ma grazie a mio padre, mio marito e tutta la mia famiglia ho capito che anche crearsi il proprio nido è fondamentale nella vita e dà un senso anche a tutto il resto, a tutti gli sforzi e i sacrifici, essere in due legati così profondamente per sempre fa vedere le cose in un altro modo”!

Grazie a Francesca per questa romantica e appassionata testimonianza, legata alla tradizione e ciò che muove da sempre tutto: l’Amore!

Le immagini dell’abito e delle nozze:

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