Mercoledì, 16 Agosto 2017
SI SPOSA - Settimanale di informazione per gli sposi Anno 6° - Numero 33

Il viaggio universale di David Fielden

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Nel cuore di Milano, in un pomeriggio piovoso di fine maggio, raggiungiamo un centro di luce, chiamato “Daylight Studio di SuperStudio Più” in Via Tortona, il luogo scelto dal poliedrico designer britannico David Fielden per presentare la sua collezione sposa 2016. Per la prima volta l’artista sceglie un posto diverso da Fieramilano City per il suo fashion show, proprio per poter godere della luce del giorno che attraversa le grandi vetrate dello studio per stagliarsi sul total white ideato per l’occasione… L’impatto con la scenografia è notevole, un colpo d’occhio in grado di catturare l’attenzione e restare nella mente di chi ha il piacere di prendere parte allo spettacolo: un paesaggio quasi lunare, con un cratere bianco d’acqua cristallina su cui galleggiano candele accese, il tutto avvolto da tronchi di betulla pitturati di bianco e da polvere di marmo in cui immergere i piedi… Un’esperienza sensoriale a tutto tondo, che evoca un “viaggio globale” (tema della sfilata) tra le culture di tutto il mondo, partendo dall’Africa con il suo carico di autenticità e richiamo ancestrale alla natura e alla terra.

Gli abiti da sposa “di questa poetica e colta collezione presentata in chiave etno-romantica, ci invitano ad una lettura più profonda e a cogliere quanta cultura può esserci dietro a questo mondo”, spiega il brand. La collezione prende lo spunto dal tema tribale africano, per poi svilupparsi “prendendo ispirazione da diverse culture etniche con enfasi sui tessuti creati a mano: il macramè, la raffia, i tagli laser, le frange in pelle, i ricami, abbinati a tessuti e pizzi tradizionali”. Le linee degli abiti sono lisce e fluide, molto semplici rispetto alla ricchezza dei tessuti e soprattutto dei dettagli, come fiocchi e farfalle 3D. Le modelle fluttuano intorno al cratere d’acqua, camminando su alte zeppe bianche nella sabbia di marmo, mostrando trasparenze incantevoli e scollature mozzafiato sia davanti che sulla schiena. Gli innesti tribali completano uno show di per sé particolare, mentre i tagli asimmetrici fanno della sposa David Fielden una donna iper contemporanea, divoratrice di modernità e impeccabile indossatrice di stili diversi, provenienti da più parti del mondo. I ricami applicati sui tessuti insoliti sono importanti e disegnano quasi per intero gli abiti; l’unico accenno a gonne più ampie si manifesta con grandi balze in poche occasioni. La collezione comprende anche una spumeggiante tuta da sposa con dettagli afro davvero originali, e abiti corti con gonna sopra o sotto il ginocchio; a chiusura sfilata l’Africa batte forte i suoi tamburi, con modelli a frange, fili di perline, perle e conchiglie.

Il finale del fashion show è di quelli che non ci si aspetta: dall’acqua ecco partire delle scie di luce che invadono la sala e le modelle si dispongono in cerchio attorno al cratere. David Fielden è osannato, il pubblico di buyer e giornalisti internazionali lo applaude e lo acclama. Ha colpito nel segno, anche e soprattutto questo volta!

Lucia Nachira
Foto: Verardi Produzioni

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