Mercoledì, 16 Agosto 2017
SI SPOSA - Settimanale di informazione per gli sposi Anno 6° - Numero 33

Il linguaggio dei fiori: la calla

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Oggi ha inizio una nuova rubrica che guiderà e consiglierà le future spose nella scelta dei fiori che comporranno il bouquet del proprio matrimonio. Una scelta importante che racconta e mostra a tutti il proprio modo di essere, una scelta intima perchè fatta sulla base dei propri gusti personali, ma anche pubblica perchè sarà in primo piano prima e dopo la cerimonia. In genere la scelta dei fiori del bouquet va fatta tenendo conto di molti fattori, tra cui il colore e il modello dell’abito, la propria statura, i propri gusti personali, la tradizione, e via dicendo. Il primo fiore di cui parliamo è la calla, che, tra tutti, è il più gettonato, non solo perchè molto elegante e poco sfarzoso, ma anche perchè è un fiore che ben si presta alle più diverse composizioni. Il nome calla deriva dal greco Kallos, che significa bello. E’ costituito da un lungo stelo carnoso e un fiore “a imbuto”. In natura ha un colore bianco, ma si è riusciti a riprodurre degli ibridi di diversi colori. Le calle ben si prestano ad essere utilizzate nei bouquet a fascio, che vengono appoggiati all’avanbraccio della sposa. E’ un fiore molto elegante, tanto che in epoca vittoriana era considerato il simbolo per eccellenza della raffinatezza e della nobiltà. Regalare una calla significava dichiarare apertamente la propria stima nei confronti dell’altra persona. In pieno Liberty, incarnò a pieno i valori del tempo, tanto che i giardinieri la chiamavano “Il fiore della linearità modernista”. Secondo il galateo, la calla è riservata esclusivamente alla sposa, ma non esclude che si possa utilizzare anche in occasioni diverse, quali battesimo e prima comunione, poichè il suo colore rappresenta la purezza, l’innocenza e il candore dell’animo.

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