Domenica, 25 Giugno 2017
SI SPOSA - Settimanale di informazione per gli sposi Anno 6° - Numero 29

Domo Adami, una sposa delicata come un sogno…

Share Button

Lo stilista Mauro Adami del brand Domo Adami per il 2015 ha proposto una collezione molto romantica, il cui simbolo è il fiore per eccellenza, la rosa. Nella stupenda e fascinosa cornice dello Chateau Monfort Hotel di Milano, Mauro ha accolto buyer e giornalisti per annunciare una collezione ricca, magica, delicata come un sogno. Tantissimi modelli, molto diversi tra loro, denotano un’attenzione sfrenata ai dettagli e una creatività sempre in movimento, stimolata dal grande e costante amore del designer per la sposa. Linee scivolate, ampie e semi ampie, organze leggerissime e ricami deliziosi, sete e mikado che emozionano al tatto, il tema floreale sempre presente, sia per le stampe su organza che per le applicazioni su tessuto, il tutto avvolto da colori pastello incantevoli. Ci lasciamo trasportare dal carisma di Mauro, che ci racconta la sua idea di sposa, di abito, e il suo progetto itinerante per tutto lo Stivale.
Una collezione tutta stampe e fiocchi…
Abbiamo riscoperto la stampa sulle organze, o su garze di seta bianco su bianco con disegno Dentelle bianco opaco su garza opaca. Il nostro fiocco storico, che realizziamo ormai da tre anni, è quello più copiato dell’anno!
Come mai l’idea di una campagna di comunicazione come questa, come se fosse un tour per far scoprire delle bellezze italiane?
Il wedding tour o wedding style lo stiamo portando avanti da diversi anni, lo abbiamo fatto nei luoghi come centri commerciali, o nelle fiere, e adesso lo stiamo facendo nelle ville e nei castelli, location che hanno bisogno di essere riempite di stile e di entusiasmo, di prodotto e di creatività, che hanno necessità di rivivere. A settembre cambiamo sede, apriamo una location a Vigevano e lì terremo dei corsi proprio in questo senso, legati alla nostra esperienza, anche perché chiunque voglia lavorare in questo settore, siano stilisti, imprenditori, commessi, hanno bisogno di essere formati, addestrati, qualificati sul prodotto e sui tessuti che si vanno a vendere.
La linea Domo è molto varia quest’anno?
Sì, la Domo 2015 è una linea sofisticata e consapevole, certa di quello che è un abito fatto bene, educato, rasserenante, rassicurante. Sono abiti fatti in Italia, costruiti bene addosso. Questo che vedi è un abito in stile impero, di georgette, con applicato macramè di cotone che favorisce il contrasto lucido/opaco. Questo invece, apparentemente semplicissimo, è un mono materico garzato che può essere molto raffinato con questo motivo di nodo, in più abbiamo proposto una cintura di cristalli con strati di velo che rende prezioso l’abito e attutisce la gonna. Uno degli abiti più rappresentativi è l’abito ampio, romantico, leggero come la nostra cultura della sposa vuole, con giochi sugli orli… essenza di romanticismo.
Il corpetto è trasparente?
Sì, ma può essere anche foderato in georgette rendendolo del tutto coprente. Un po’ di trasparenza così discreta può piacere e molte addirittura lo chiedono ancora più steccato o stringato. Questo è uno degli abiti di punta. Anche gli abiti di tulle della linea Studio sono molto piaciuti.
Quali sono le pratiche differenze tra la Domo e la Studio?
La Domo è estrema ricercatezza: l’abito sirena in paillette opaco è assolutamente ricercato e può essere abbinato a un ricamo in Swarovski come a un macramè di cotone; una sirena molto aggressiva, però dolce e raffinata. La Studio è più fresca e giovanile, per esempio questo abito corto sfizioso che può essere reso lungo con una gonna, o l’abito invece con il mono spalla in cristalli che ha anche un prezzo più contenuto.
Il simbolo della rosa è l’ispirazione di quest’anno?
Sì, la rosa è l’ispirazione di quest’anno; la rosa è reinterpretazione, avendo tanti petali e tante sfumature, parte da un centro molto forte per poi diradarsi regalando delle profumazioni e delle colorazioni uniche.
Può essere una metafora della costruzione di un matrimonio, ma anche della vita stessa?
Esattamente. La rosa permette di giocare con delle sfumature di colori differenti. Poi aperta diventa una peonia, chiusa diventa un bocciolo, abbinata con l’ortensia diventa meravigliosamente elegante, abbinata con i fiori di pesco diventa trionfalmente fresca!

Lucia Nachira
Foto: Verardi Produzioni

Leggi anche:

Bouquet floreale o brooch bouquet?
Medio Orientale ma non troppo: Tarik Ediz
NEL GIARDINO ZEN DI DIAMOND COUTURE
Lascia un commento