Mercoledì, 28 Giugno 2017
SI SPOSA - Settimanale di informazione per gli sposi Anno 6° - Numero 29

Anche l’abito da sposa diventa ecologico…

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In un momento in cui, complici anche le varie campagne di sensibilizzazione per salvare il nostro pianeta dall’inquinamento, ogni nostra attenzione è rivolta all’ecologia, anche l’abito da sposa viene confezionato con un occhio di riguardo all’ambiente. Ne sono testimonianza tanti marchi che sottolineano il rispetto della natura nei processi di produzione dei tessuti, anche se non sempre si sacrifica la bellezza di un tessuto esclusivamente per amore dell’ambiente. Uno dei marchi ancora poco conosciuti, ma che presta attenzione alle tematiche ambientali, è Aranel della stilista Caroline Lindenlaub, che utilizza, per i suoi abiti da sposa, tessuti colorati in maniera naturale e comunque con tinture non dannose per l’uomo. Inoltre, assicura che la produzione dei tessuti avviene con metodologie tradizionali, senza l’uso di prodotti chimici e/o coloranti di natura chimica. L’offerta di abiti da sposa ecologici non si esaurisce qui. Infatti, facendo delle ricerche su internet, le aziende che producono tessuti e abiti da sposa ecologici non sono moltissime, ma non sono neanche poche, per un mercato che registra una domanda sempre più consistente di tessuti, e quindi di capi, eco-friendly. Per esempio, l’atelier Alta Rosa produce vestiti da sposa con materiali provenienti da coltivazioni biodinamiche certificate da organismi internazionali, trasformati senza l’utilizzo di procedimenti chimici e lavorati a mano da esperte sarte del luogo, mentre i tessuti arrivano da tutto il mondo. Oppure lo stilista Franco Francesca, che è stato il creatore nel 2006 del primo abito nuziale al mondo in tessuto 100% Ingeo™, un polimero biodegradabile derivante dal mais e da altri amidi vegetali. O, ancora, Elsa Gary, che per realizzare i suoi abiti utilizza il cotone proveniente dall’Africa, la juta del Bangladesh, il sisal dalla Tanzania, la seta estratta in India e la resistente fibra di banana originaria delle Filippine, consapevole dell’importanza economica che queste produzioni hanno per questi Paesi in via di sviluppo.
L’abito ecologico più strano? Quello realizzato dalla stilista Marie Garnier con carta e semi di papavero e di lino; pensate che il giorno dopo le nozze, potrete scucirlo e seminare i semi nel vostro giardino o in un vaso, in modo da vedere crescere fiori e piantine che rappresenteranno il simbolo del giorno più bello della vostra vita.

Lucia Nachira

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